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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : 'Il bisogno di legalità deve far parte di ciascuno di noi' , il Procuratore De Donno saluta la Leucadia Blu a Leuca

DATA INSERIMENTO : 03/04/2017

Leuca

 



02/04/2017 'Il bisogno di legalità deve far parte di ciascuno di noi', il Procuratore De Donno saluta la Leucadia Blu a Leuca Il viaggio 'libero' della Leucadia Blu, la nave sequestrata alle mafie e donata all'Istituto Don Tonino Bello di Tricase, dopo Porto Selvaggio ha raggiunto il Porto di Leuca.

Santa Maria di Leuca. La mafia, le mafie, anzi la cultura mafiosa si combattono con la partecipazione, con la presenza, con la condivisione degli spazi pubblici e con la riappropriazione del senso di comunità. Con questa idea di fondo è nato il progetto il Noi, portato avanti dal mondo della scuola, dalle istituzioni civili, militari e religiose nell’ottica della creazione di una vera e propria rete sociale che sia in grado di fronteggiare ogni pericolo di infiltrazione. ‘Soltanto camminando insieme, soltanto con l’unione, soltanto con ‘il noi’ si può seminare il seme della legalità’ – ha ripetuto più volte in questi giorni la dirigente scolastica del Don Tonino Bello di Tricase Anna Lena Manca, che insieme al presidio di Libera ‘Renata Fonte’ di Nardò e all’Associazione Nomeni in ricordo di Antonio Montinaro ha voluto organizzare questo percorso....



Wikipedia : Il principio di legalità si afferma dopo la Rivoluzione francese del 1789. Sorge come risposta al potere e all'oppressione dell'Ancien Régime, come rigetto della funzione giurisdizionale come concepita nell'idea del tempo. Il magistrato, funzionario del Re, diceva la legge, e la legge promanava dal re. Il rifiuto di questa idea si traduceva nella dottrina di chi credeva che il giudice dovesse essere la "bocca della legge" e di chi riteneva di ricacciare nell'oblìo di costumi medievali la "legge dei tribunali". Nell'idea giacobina del tempo, si afferma l'idea che la legge non possa essere interpretata dunque, se non rigidamente e in maniera letterale. La concezione del giudice come mero tramite della regola è sopravvissuta fino ai giorni nostri, perdendosi però il significato partigiano e giacobino della funzione giurisdizionale, e affermandosi un significato universale: il principio di legalità esprime oggi una scelta politica in base alla quale la libertà viene limitata nella misura essenziale per assicurare la pace.

Si farebbe strada che l' idea di pace si riferisca alla pax mafiosa ?

"Il bisogno di legalità deve far parte di ciascuno di noi"...aggiungo, egregio Procuratore De Donno, che il bisogno di legalità già fa parte di ognuno di noi sino a quando lo Stato assente proprio nel Sud Salento smise di tutelarlo divenendone nemico con la sua assenza, oggi mi verrebbe da dire paura di esserci ?

Ancora ipocrisia su ipocrisia mista a strumentalizzazioni e future delusioni delle nuove generazioni e sopratutto dei bambini educati alla legalità solo durante le celebrazioni...e poi una volta fuori basta guardarsi intorno, sentire le storie vissute dai singoli, ma gli stessi problemi dei genitori, vedere quotidianamente le ingiustizie e la mancanza di tutela e si scopre quanto lontani siamo in realtà dalla “legalità” quando oggi il suo complementare è entrato vivamente nelle istituzioni illegittimandole e costringendole a ricucire la Repubblica nei termini di un regime che indebolisce i cittadini impoverendoli, che mina la democrazia svendendo la sovranità popolare a governi europei troppo lontani dalle istanze del Sud. Come gli attori dalla traballante legittimità superpagati della televisione italiana celebrano se stessi e il loro mondo con una sequela infinita di reciproci complimenti tra di loro per rafforzare il loro universo simbolico lo stesso dicasi per gli attori della politica che fanno entrare nel porto di Leuca quello che vorrebbe essere il simbolo della legalità : la nave Leucadia Blu.

In un porto ahimè che soffre delle ferite inferte dalla illegalità decennale, gestito da IGECO e un Comune quello di Castrignano del Capo complice. Per l’ex primo cittadino di Parabita Alfredo Cacciapaglia, sindaco di Parabita: lo scioglimento del Comune per mafia è una ripulitura di facciata che non intacca un apparato politico-economico ben più radicato.

L’infiltrazione della sacra corona unita nella IGECO, la ditta che da anni, in proroga, gestisce il servizio rifiuti, è uno dei tasselli che compongono il mosaico a tinte fosche incartato nella relazione inviata dal prefetto Claudio Palomba al Ministero dell’Interno perché si esprimesse sullo scioglimento del consiglio comunale. L’ex primo cittadino lancia accuse pesanti: l’assenza delle Istituzioni di fronte alle sue dettagliate denunce, l’assenza del Prefetto, l’esistenza di un apparato politico-economico che ha interesse a mantenere lo status quo, facendo una ripulitura di facciata.

http://www.iltaccoditalia.info/2017/02/19/mafia-a-parabita-il-sindaco-prefetto-mai-risposto-igeco-impera/

Ora di quale “legalità” si vuole parlare non è dato sapere...sono passati cinque anni e ancora nessuno mi restituisce la dignità di padre perchè i tempi della giustizia sono devastanti per due bambine e il loro sogno di stare anche con il padre, di quale “legalità” si vuole parlare per un invalido civile che oltre ad ver perso il nonno in guerra e rivolgendosi alle istituzioni locali in vari modi e modalità non ottiene le debite risposte, dopo essere stato “derubato” dai fratelli consanguigni e cugini carabinieri e non, tutti raccomandati dal Generale G. M.; ora di quale “legalità” si vuole parlare se non quella ipocrita che si celebra solo negli eventi in una grande farsa o schizzofrenia collettiva dove in cuor loro, i presenti, costretti a presenziare conoscono altre amare verità e fingono alimentando, mai a sufficenza, una già debole e fantasiosa immagine di autorità e di cosa sia oggi rappresentare le istituzioni e alcune famiglie indebolite attaccate nella dignità dai dilettanti della politica oggi primi cittadini, altre oggi ricche, ma “corrotte” dalle infiltrazioni mafiose, dagli interessi economici, per il privilegio di uno stipendio o di un posto statale, del benessere, del consenso...ma non negli interessi dei cittadini più deboli, per cui la Polis e la Democrazia hanno avuto i loro natali oltre del bene pubblico, oggi devastato e che vedono il loro paese perdere la sovranità in un quadro di interessi internazionali taciuti. Questo solo un microscopico specchio di un profondo Sud del Sud ove mentre si celebra la legalità questa pare inesistente.

Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.