leuca Salento

 

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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : L’INCOMPATIBILITA’ TRA COSTITUZIONE ITALIANA E TRATTATI DELL’UNIONE EUROPEA

DATA INSERIMENTO :

Leuca

 



Testo del referendum di Dicembre 2016 senza quorum

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Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

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Il trattato di Lisbona di cui poco si parla rappresenta il punto di arrivo di un lungo processo di revisione dei trattati europei, avviato a metà degli anni 1980 con l’Atto unico europeo. Dapprima l’esigenza di creare le basi di uno spazio europeo senza frontiere e poi la prospettiva dell’allargamento ai Paesi dell’Europa centrale e orientale dopo la caduta del muro di Berlino hanno reso indispensabile un’ampia e profonda riforma delle istituzioni europee.

Trattato di Lisbona che modifica il Trattato sull’Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea Trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 dagli allora 27 Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria). Le fasi dei diversi trattati della UE da Nizza a Lisbona sono stati molto sofferti. Il cammino delle ratifiche del T. di L. è stato travagliato preceduto in alcuni casi da modifiche costituzionali interne ai paesi membri, anche l’Italia. Tutto poco e per nulla discusso con il poplo Italiano. Dai trattati di Maastricht e in seguito dal Trattato di Amsterdam e in seguito dai trattati di Nizza, ed infine dai Trattari di Lisbona ,la costituzione Italiana fu già modificata a riguardo senza discussione e senza coinvolgere i cittadini come accadde in Irlanda che “insorse” poiche non si tenne conto delle tradizioni culturali e istituzionali dl paese e furono necessarie modifiche e un referendum.

Nonostante i passi in avanti compiuti con accordi raggiunti all’unanimità, i trattati di Maastricht ( Trattato di Maastricht), Amsterdam ( Trattato di Amsterdam che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi) e Nizza ( Trattato di Nizza che modifica il Trattato sull’Unione Europea, i Trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi) non avevano apportato risposte adeguate ai problemi della dimensione democratica e dell’efficacia dell’Unione Europea (UE); così, essa era entrata nel 21° sec. con la promessa di unificare progressivamente il vecchio continente, senza aver saldato il conto dei residui lasciati dalle precedenti conferenze intergovernative.

Le fasi della UE da Nizza a Lisbona. In occasione dell’approvazione da parte del Cosiglio europeo del Trattato di Nizza (11 dicembre 2000), e su proposta del primo ministro italiano G. Amato e del cancelliere tedesco G. Schroeder, fu adottata una ‘dichiarazione sul futuro dell’Europa’, che aprì la strada alla Costituzione europea , poi respinta nei referendum francese e olandese nella primavera 2005.

Dopo un periodo di riflessione durato due anni, e nonostante il fatto che la Costituzione fosse stata ratificata da 18 Paesi membri, la presidenza tedesca del Consiglio propose di accantonare il testo costituzionale e di sostituirlo con puntuali modifiche ai trattati. Sulla base di un mandato molto preciso, una Conferenza intergovernativa sotto presidenza portoghese raggiunse un accordo unanime in poco meno di 3 mesi e il nuovo T. fu sottoscritto da 27 Stati il 13 dicembre 2007, riprendendo una parte sostanziale delle innovazioni introdotte dalla Costituzione europea. Pier Virgilio Dastoli

Approfondimenti : http://www.treccani.it/enciclopedia/trattato-di-lisbona-che-modifica-il-trattato-sull-unione-europea-e-il-trattato-che-istituisce-la-comunita-europea_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)/

Sulle modifiche della costituzione italiana in sordina ne è tiprova e non soltanto il Titolo V, parte Seconda, della nostra Costituzione che è stato recentemente oggetto di un ampio processo di riforma, avvenuto mediante l’approvazione della legge costituzionale n. 3 del 2001. Ma ve ne sono altre di modifiche, alcune oggi fonte di discussione e diatribe tra costituzionalisti.

L’ Avv. Giuseppe PALMA del foro di Brindisi scrive sulla incompatibilità della Costituzione Italiana con i Trattati Europei :

http://www.diritto.it/docs/37310-l-incompatibilit-tra-costituzione-italiana-e-trattati-dell-unione-europea/download?header=true

La domanda spontanea e urgente : perche solo ora il governo si sente in dovere di attribuire la responsabilità delle modifiche costituzionali al popolo ?

Mentre non ha dimostrato la stessa sensibilità da decenni e dopo ripetute modifiche alla Costituzione comunque realizzate, durante il cammino ad ostacoli dei trattati europei che si sono susseguiti sino a quello poco celebrato di Lisbona, ove si suggellava anche l’integrazione dei Carabinieri nella Gendarmeria Europea ?

Forse perchè se vince il SI o il No, qualsiasi catastrofe, molte già in corso, per l nostro paese verra ricordata come errore e responsabilità del popolo italiano ?

Un popolo privato da tempo della sua sovranità e che non viene interrogato da tempo oggi, ad un tratto , diventa fondamentale il suo coinvolgimento per il futuro del paese ?

Si tratta di un espediente sottile : sia che vince il No ,sia che vince il Si, i nosti politici, vedrete, chiamati a rispondere avranno una inattaccabile scusante, qualsiasi cosa succeda : sarà colpa del popolo italiano poiche chiamato a decidere per mezzo del referendum ha fatto una scelta e siccome non esiste il quorum basterebbe un solo cittadino che andasse a votare per rendere legittimo il risultato ,ma spalmare la responsabilità su tutto un popolo !

Vi sembra questo credibile ?

Cosa si nasconde dietro questo corpo di contraddizioni ?

Ma se tutto ciò sembra incomprensibile quale senso ha questo referendum sia per il SI sia per il NO se non quello di un grande pasticcio senza ne capo ne coda incomprensibile ai più, un falso problema per distogliere l’attenzione dagli aspetti più inquietante di una deriva del paese tenuta nascosta da una cappa o bolla mediatica nella quale siamo immersi, ma che lentamente sta iniziando ad implodere.

Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.