leuca Salento

 

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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : IDEALISMO E COMPROMESSI

DATA INSERIMENTO : 05/09/2016

Leuca

 



La tendenza a giudicare la realtà secondo i propri ideali puo rivelarsi spesso una trappola sino alle forme estreme di mancanza di concretezza, quella concretezza di cui, molti di noi, non possiamo farne a meno per esigenze vitali e relazionali necessarie.

In questa forma estrema l’ idealismo potrebbe farci perdere il contatto con la realtà che non rispecchia minimamente gli ideali nutriti. Un esempio lo proporrei in questi termini e localmente.

Spesso si vedono manifesti di protesta ove si reclama su un ingiustizia,una illegalità, si manifesta una critica verso un iniziativa, un cantiere, un progetto, un raggruppamento politico, poiche si nutrono ragioni diverse che si vorrebbero affermare.

Questo puo essere ricondotto agli ideali di giustiza quando non vi sono interessi troppo privati o di parte. Ma basta arrivare alla fine della loro lettura sul luogo della affissione per scoprire che sono privi di firma. Questo aspetto indica che l idealismo è espresso a metà poiche si scontra con delle esigenze ambientali, quel non apparire identificato che è meglio, tipico di territori ove vige uno spessore di omertà manifesta. R del timore di ripercussioni.

Questa cautela altera la democrazia da una parte e la libertà dall altra, si teme di essere danneggiati e a ragione. Immagino tutti coloro che devono la loro collocazione politica o lavorativa a qualcuno che li “ha aiutati”, alla politica, allo scambio dei voti e altre ingerenze. Questi signori si guarderanno bene di occuparsi ed esprimere considerazioni politiche, ma anche ideali sugli accadimenti locali in ogni ambito e settore. Se lo fa è ben presto collocabile in una fazione anzichè in un altra...

Capita sovente che simili logiche nel Sud smontano sino a polverizzarli i momenti aggregativi per un fine comune e pubblico come le associazioni con fini sociali, le cooperative, ecc. Questo spegne in un sol colpo il dibattito e il confronto sano sui molteplici aspetti della nostra malata convivenza. Ad un tratto ci si impoverisce e si opta per altre vie meno rumorose perdendo di vista i primordiali obiettivi.

La società è cosi come si manifesta e se nel suo assetto esprime follia e profonde ingiustizie cosi amalgamate con essa, ben poco puo fare l idealismo senza pagare un costosissimo prezzo. Oggi il cittadino o quelle forze che dal basso dovrebbero essere ricercate per migliorare la nostra convivenza sono alienate, le leggi non vengono proposte dal Parlamento su mandato dei cittadini, ma imposte da governi mai eletti dal popolo a colpi di decreti.

E quando non è il governo a promulgare lo fara la Comunità Economica Europea che stravolgendo la nostra Costituzione con il Trattato di Lisbona ha iniziato quel percorso che lentamente stà inginocchiando il nostro paese e che non tiene conto dei regionalismi e di come l ‘ Italia sia un miracolo di diversità che in passato si sono unite senza riflettere adeguatamente e che oggi devono affrontare problemi senza precedenti.

L’idealismo di pochi non aiuta, figurarsi del singolo. E dato che l idealismo tradito di decenni orsono era traghettato in azioni e iniziative sociopolitiche dai partiti politici, oggi profondamente trasformati, come possiamo oggi organizzarci in nome di un ideale ? Non esistendo piu i partiti e la società che li caratterizzava; oggi le attenzioni sono esclusivamente riposte nel denaro che ha sostituito molto delle espressioni di una umanità del passato.

Dove il denaro pur esistendo non implicava nel suo guadagno un sentimenti individualista tipico degli animali, come i leoni mentre mangiano una zebra..certo non la dividono con altri !

Nelle culture piu tradizionali come nel Salento che meglio resistono alle condizioni indotte dalla crisi economica l’ ideale anche se acciaccato rimane il lavoro in relazione alla terra e al mare. L individuo anche se in difficoltà raramente rimane senza dimora o senza cibo tanto da morirne come ricordano tale possibilità i fatti di cronaca.

L’induzione alla droga e l alcol per mancanza di ideali o per eccessivo idealismo meriterebbero un capitolo a parte.

La ricerca di compromessi pare rimanga l unica strada concreta da seguire, benchè anch essa dolorosa e inautentica, che determina l’ Uomo, ma lo uccide nel completo silenzio di una società che ha scelto da tempo una strada senza ideali nobili, sia pur insostenibile da percorrere, che darebbe solo nell immediato dei risultati apprezzabili, ma nel lungo periodo ? Questi risultati imploderanno alimentando profondo sconforto e delusione nelle masse.

Nel lungo periodo i problemi della nostra sopravvivenza e convivenza diventeranno sicuramente drammatici, vi sono già i presupposti : dalla crisi economica, alla crisi ambientale, al problema dell energia, alla fame e alla povertà, alle guerre, ai terremoti, agli uragani, alle innondazioni, all abbassamento delle temperature, alle malattie, al disordine sociale, al problema dell acqua, ecc. .

Forse per salvarci non dovremo uscire dall europa, accettare di buon grado la lenta dissoluzione della prima Costituzione, la crisi dei principi Nazionali, del senso dello Stato, ecc. .

Oggi è urgente fare i conti con “quello che è” e non pensare a “come dovrebbe essere” la società nella quale viviamo. Il “come dovrebbe essere” è idealismo e attinge su concetti e concettualizzazioni del passato ove le società non erano cosi come lo sono oggi, un lusso per pochi eletti che la mattina non devono svegliarsi per andare a lavorare . Sarà tutto da riscrivere.

Oggi i precari si ritrovano con meno tutele del passato, grazie agli ideali di ieri, traditi dal Sindacato e dalla Politica e i suoi uomini , questi ultimi super pagati, super pensionati, super privilegiati.

Cio è imposto dalle profonde trasformazioni strutturali della società nella quale viviamo rispetto al passato ?

Accettare tale compromesso per garantirci un futuro meno ideale, ma più rassicurante ?
Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.