leuca Salento

 

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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : LEUCA CONTRO L'ASFISSIA IPOCRITA DI BIANCA BERLINGUER

DATA INSERIMENTO : 17/01/2018

Leuca

 



« Durante le riprese, la violenza significa amore e armonia. Durante le riprese dei miei film, nessuno si è ferito gravemente. La cosa curiosa è che più l'amore è grande, più aumenta la violenza. Ultimamente ho il dubbio che proprio dall'amore nasca la violenza. In altre parole, sono la stessa cosa. »

(Takashi Miike)

La violenza è una espressione fatta di atti fisici ,ma non solo, ma chi la subisce (e qui si apre un altro interrogativo : chi la subisce ?) non può ergersi a giudice e scalare il successo su diversi fronti in uno scenario politico-culturale di una sinistra riduzionista che favorisce le donne strumentalizzandone l'essere per creare oggetti della comunicazione, glamour, moda, richieste di legislazione adeguata come se non esistesse già, pregiudicando e condannando senza sconti gli uomini come violenti.

Le ricerche affermano verità contrapposte che non vengono divulgate. Gli uomini subiscono violenza ! Detta cosi e volutamente detta cosi aggiungo che ogni essere umano subisce violenza nel corso della propria vita, chissà come mai interessa un certo tipo di violenza e non tanti altri...la Bianca Berlinguer non invita mai gli operai dell'tarantini o Milanesi o Veneti a raccontare i soprusi e le violenze che ogni giorno digeriscono per la famiglia e per la propria donna..., argomenti forse più scomodi da trattare, si ricordano i tre morti recenti sul lavoro nella ricca e opulenta Milano ? ... e la violenza non è solo riconducibile ad un atto preciso come uno schiaffo che potrebbe provocare a chi lo riceve un livido. Le espressioni della violenza sono infinite , ma anche indirette, un abuso, una offesa, una azione, una maldicenza, una calunnia, che non è lo schiaffo di cui sopra ma può essere comunque profondamente lesiva e creare sofferenze profonde che rimangono e talvolta sono tollerate, dimenticate, chiarite per una pluralità di motivi altre volte possono scatenare dei comportamenti conseguenti.

La violenza è anche favorire e tutelare opportunità solo per coloro vicini al potere come portaborse, arruolamenti e carriere facili...ma la scia è lunghissima...

Certo si può essere violenti, ma ci si può trovare anche a sentire un gran rimorso. Come non si può condannare una donna che tira un piatto addosso al proprio partner se trova dentro di se un immediato conseguente dolore, rimorso o pentimento cosi andrebbe riportata in equilibrio il dibattito generico, ma diparte e generalista sulla violenza alle donne.

Premesso che la violenza non è facile da definire ed è argomento estremamente complesso, una intera scuola pedagogica nel dopo guerra sosteneva l'utilizzo della bacchetta da parte dei maestri, per percuoterla sulle mani degli alunni monelli e birbanti. Eppure chi se la sente di dire che tale pratica, oggi ritenuta a torto o a ragione violenta, sia stata un totale fallimento nella formazione dell'individuo o peggio come spesso si sostiene, sposando un pericoloso quanto ridicolo determinismo, il quale sosterrebbe che siccome hai ricevuto sberle o bacchettate sicuramente sarai un violento. Non vi sembra che oggi siamo completamente dalla parte opposta ?, ovvero pur non esistendo più quella pedagogia i giovani risultano aggressivi, irrispettosi, volgari e quant'altro ? Ma va ben cosi.

Ricordo che in Italia si registrano minorenni che per una ricarica al cellulare si prostituiscono. Queste diventeranno donne...partoriranno figli...etc. Se la violenza alle donne non è un fatto privato, e siamo daccordo, le sacche di marginalità giovanile e l'omicidio di Noemi e di Yara cosa sono ? Fatti collocati in un gigantesca tela esposta nel tempio all'ipocrisia ! Ovvero fatti interessanti perchè producono denaro parlandone continuamente sui mass media !!!

Contenuti che sulla falsa convinzione di espletare un servizio pubblico conduttori ipocriti vengono pagati con il canone RAI espropriato nella bolletta dell'Enel, persino a coloro che non ce la fanno ad andare avanti...e sono in tanti...veramente tanti.

E' evidente che la violenza sulle donne va combattuta, non dimenticando che le donne sanno essere molto cattive...e violente...quanto astute quando guardando le statistiche una percentuale inimmaginabile accusa mentendo spudoratamente sui comportamenti del proprio partner distruggendo l'uomo, il padre sino a ridurlo in miseria, chi glielo consente ?... riescono persino a nascondere un feto o gettarlo via...o fingere un amore e magari mettere al mondo dei figli, in realtà ogni violenza va combattuta, ma sembra che in Italia la violenza sia riversa solo alle donne..., il rischio è che messa cosi la violenza alle donne, attraverso il megafono amplificatore di una comunicazione monolitica è una realtà che opacizza la violenza in generale e conseguentemente anche la violenza sugli uomini; mentre la violenza sulle donne celebrata continuamente diventa asfissiante e quest'ultima occupa continuamente i palinsesti televisivi criminalizzando cosi il genere maschile mentre la violenza sugli uomini è oscurata. Donne vittime raccontano le loro storie (di parte), ma a nessuno uomo viene dato il modo di controbattere.

Se umo e donna , sulla base di un altro principio ipocrita che è quello delle pari opportunità, sono sullo stesso piano, qui il piano è inclinato.

La violenza sulle donne pur essendo una realtà da combattere viene trattata senza saggezza ed equilibrio necessario e spesso ogni conseguenza cosi spettacolarizzata non ha un seguito analitico, non è approfondita e spesso diventa la condizione migliore dove poter nutrire, da parte della donna, quel mondo che un po' agevolato e predeterminato da certe culture politiche ed egemoni e capitaliste, diventa una alternativa per un sicuro successo dei protagonisti , queste si lasciano accompagnare sino a diventare icone sensibilizzanti, vedasi coloro che poi si lanciano senza conspevolezza della complessità in campagne associative di propaganda oltre che politiche, che iniziano a girare l'Italia, magari a trovare una collocazione, presiedere convegni, ispirare spot pubblicitari, etc.

Non a caso femminicidi notori diventano argomenti per realizzare trasmissioni come Amore Criminale, Quarto Grado, e tante altre produzioni , dibattiti, salotti e salottini della televisione dove attori,consulenti (sempre gli stessi) e non, superpagati, snocciolano banalizzazioni su banalizzazioni e come sfondo un quadro culturale pessimo, mediocre, pressapochista, utile solo a sostenere o peggio alimentare precisi e strumentali pregiudizi; oggi il caso di Sara Scazzi che ritorna con nuovi prodotti televisivi imbastiti ad arte; è l'intrattenimento il dato che interessa e che è correlato alla capacità di produrre denaro. La donna cade nell'inganno. Si il denaro , questa è la feroce ipocrisia, l'ipocrisia che strumentalizza la violenza, non tutta, quella sulle donne, già...la donna diventa nuovamente oggetto, icona da collocare un po' qui e un po' li perche è motore e immagine al contempo della cultura neoliberale e capitalista. La donna violentata è argomento più interessante per la platea. Forse perche si stimolano certi meccanismi o fantasie psichiche ?

Sovente i modelli della comunicazione vengono imitati, comprati, nolleggiati dai paesi oltre oceano e dalla loro egemonia planetaria, basti pensare alle serie televisive, in Italia, in Europa pur esistendo una storia culturale secolare preferiamo copiare e male, modelli di una comunicazione pubblica che in Italia appare così cassa di risonanza e specchio di paesi che non hanno la nostra storia, ne la nostra cultura e che ci inducono a seguire e produrre qualcosa che stridola con i nostri riferimenti e tutto ciò passa inosservato e viene digerito e metabolizzato come ottimo e senza alcun senso critico. Forse dobbiamo essere meglio creativi, ma come accade per altre produzioni o un cinema italiano che non esiste ... non riusciamo a far meglio.

Certo non potrebbe essere diversamente dato che la tecnologia usata dai mass media ricalca e deriva anch'essa da questi paesi che ne detengono il monopolio.

Credo fermamente che siamo di fronte ad una televisione irresponsabile, spregiudicata e criminale che instilla nelle menti la semplificazione della realtà per motivi di audience e denaro, mentre questa è molto ,ma molto complessa e lo è sempre stata . Solo la cultura aiuta a districarci e comprenderne meglio i tranelli speso creati dalla televisione ... e dal mondo di opinioni e suggestioni che alimenta in assenza di senso critico. Questo paese non vuole impegnarsi nella complessità, ma preferisce la semplificazione e le forzate ovvietà dove di ovvietà c'è ben poco e questo spiega il perchè sulla cultura non si investe, che Bianca Berlinguer è una fatina dilettante e che qui nel Sud i giovani vengono abbandonati a loro stessi, non esistono luoghi o spazi di formazione e difesa dai modelli di consumo emergenti ed egemoni in assenza di pedagogie critiche.

E che sia la sinistra ad oscurarsi e adeguarsi al potere che l'alimenta è semplicemente vergognoso proprio oggi dove "Quaderni dal Carcere" lo potrebbe scrivere chiunque, perché se questa è espressione di libertà, beh...siamo tutti reclusi.

WALTER PETESE
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IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.