leuca Salento

 

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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : IL REALISMO E LA NECESSITA' DEGLI AUGURI

DATA INSERIMENTO : 31/12/2017

Leuca

 

La rivoluzione iconografica toccherà il suo apice stanotte in un delirio della condivisione nella parentesi gioliva delle festività che ci traggono e coinvolgono dal grigiore dei tempi ove sull'orizzonte monumenti tecnologici ci offrono percorsi in bilico tra sentimenti e semplici formalità mai e poi mai dipanati come umani data la loro natura mediante tra il vicino e il lontano nelle autostrade digitali della comunicazione. Questo il nostro mondo, lo abbiamo creato noi in parte e forse inconsapevolmente.

Ma ciò che vince rimane l'immediato , quello che accade dinnanzi ai nostri occhi , in famiglia o con gli amici. Aldilà di ogni riverbero digitale la condivisione reale è lo stare assieme , la socialità e fortunati saranno chi in povertà o ricchezza potrà godere di vicinanze genuine, smascherate da ruoli, ipocrisie e sopratutto serene della semplicità propria che farà da sfondo durante il momento ideato, artefatto e convenzionale dello scorrere del tempo, del passaggio da un anno al successivo con quelle briciole di speranza nelle tasche degli anziani che gioiscono a vedere i giovani e la loro energia credere che nelle proprie tasche esistono pezzi consistenti di pane per il futuro che avanza nel presente.

Nelle nostre latitudini è l'austerità e la preoccupazione che fa tacere, quasi festeggiare sottotono e perchè attorno è sentito e fa molto rumore una condizione generalizzata che riduce ognuno di noi in spiriti vaganti senza certezze se non quelle che l'illusione del denaro produce per scomparire quando il denaro non c'è più.

E davvero non ce ne più e lo sapete, ogni settore è sofferente e crea una pluralità di attriti e tensioni nelle relazioni che attorniano le attività umane volte a creare economia e ricchezza.

Saremo cosi vulnerabili che nel 2018 correremo il rischio di credere ai soliti urlatori che si alternano da destra a sinistra per riprovarci come sempre ad illuderci che il paese possa essere meglio governato, risollevato,dalla ricchezza meglio distribuita. Le politiche si avvicinano, ma non per il popolo composto e degno che si prepara ai festeggiamenti ed ad abbracciare nuovi auguri e rinnovate speranze.

Mi rivolgo a tutte le mamme e i papà che non saranno con i loro figli e di loro avranno solo tracce mediate perchè il mondo dove si trovano è lontano, molto diverso, condizionato da altri soggetti e sopratutto tristemente più vero ed esigente, solo perchè più vicino a loro.

Mi rivolgo anche a quelli di cui i dolori non saranno mai veramente compresi e conosciuti, a questi ultimi ridotti in miseria e a vivere in macchina o altre bestialità permesse da uno Stato Malato e un diritto casereccio rivolgo il mio augurio e il mio pensiero perchè proprio questi uomini e queste donne non possono che essere spiriti forti degni dei loro figli.

Auguri

Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.