leuca Salento

 

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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : LEUCA : GLI AFFITTI COMMERCIALI

DATA INSERIMENTO : 28/12/2017

Leuca

 

Premesso che non ho alcuna pretesa di verità, ma solo di stimolare la discussione sulle locali annose ed evidenti problematiche.

Chi decide l'affitto dei locali commerciali ? Spesso si utilizza quello che per me è un alibi che passa di bocca in bocca dire che lo decide il mercato. Se intorno gli affitti sono del 100 Euro a metro quadrato (metodo comparativo) allora basta moltiplicare per i metri quadrati dell'immobile ed ecco che viene fuori il canone di affitto commerciale. Ma non tutti i locali sono uguali o assimilabili, tale è una semplificazione. Oppure si dice che l'affitto dei locali commerciali a Leuca e dintorni è liberamente pattuito dal conduttore e dal locatario. Oppure vale un po la regola dei pizzaioli : se il locale è addibito a pizzeria, l'affitto giusto dovrebbe corrispondere all'incasso di 1 sabato oppure anche l'incasso di 3 giorni infrasettimanali ; il 10% dell'incasso mensile.

Il lavoro da fare è riconoscere la necessità di individuare i parametri di locazione, con forbici minime e massime da applicare e insisto attraverso tabelle di riferimento.

Credo che per ridurre possibili contrasti tra le parti si dovrebbe partire dal fatturato totale. Questo è notori e risaputo , ma tale calcolo oltre a non essre esaustivo ed efficace risulta non semplice da fare in certe situazioni o territori dove il fatturato non è espressione del totale degli introiti; poi si dovrebbe considerare l'ubicazione del locale e la destinazione dello stesso, perchè un conto è un bar,un altro è essere un bar e al contempo anche ristorante a parità di metri quadrati. Locali commerciali ubicati nei pressi di grandi flussi antropomorfi o centrali otterranno maggior benefici è ovvio, al contrario di quelli periferici lontani da luoghi di interesse pubblico come le chiese, il mare, etc.

Una voce o criterio da non sottovalutare è la possibilità di parcheggiare, importante in un paese sprovvisto di mezzi pubblici

Poi subentrano le stagionalità, l'Estate e ben diversa dall'Inverno sopratutto nelle zone turistiche-balneari come Leuca e d'intorni e se è vero che negli ultimi anni la parola d'ordine degli assessorati locali è destagionalizzare non si può certo farlo senza una sensibilità verso quegli affitti commerciali cospicui e insostenibili che strozzano le attività commerciali che offrono coraggiosamente anche d'inverno un servizio, ma anche una socialità sino al fallimento e alla chiusura proprio in aree urbane fortemente desolate d'inverno. Tali attività dovrebbero essere sostenute non ostacolate .

Chi crede ciecamente alle leggi del mercato, spesso senza sapere cosa sono e intendo incontro tra domanda e offerta oltre ad essere cieco sostiene una prassi macroeconomica eccessivamente teorica e inapplicabile senza creare danni, almeno alle nostre latitudini, oltre ad essere antisociale e contro i pubblici interessi.

Questi aspetti appena accennati vogliono solo stimolare il dibattito sullo scenario attuale che vede diversi locali commerciali in difficoltà e sull'orlo della chiusura proprio quelli a giovane conduzione che oltre ad intristire, tale scenario afferma ancora una volta quello che ho sempre sostenuto : a Leuca e dintorni esiste una polarità magnetica che attrae sempre nuovi esercenti ovvero persone e loro famiglie ignare che dopo tanta forza di volontà, lavoro e sacrifici per resistere e farcela gettano la spugna per la voce che pesa maggiormente sul bilancio che con il tempo è diventata insostenibile : il canone d'affitto esoso.

Sono anni che si osserva questo fenomeno, che le famiglie mettono fondo ai loro risparmi in una economia malata e insostenibile, un po' come giocare dazzardo, alla fine perdi e il banco raccoglie sempre e sempre raccoglierà poichè va via uno arriva un altro che crede di essere migliore e magari lo è, ma senza fare i conti con variabili e imprevisti che si conosceranno solo sul campo perchè spesso si tengono nascosti, nessuno te ne racconta l'esistenza, nemmeno il commercialista che si consulterà per avviare l'impresa, nemmeno l'avvocato che si consulterà per stipulare il contratto di locazione.

Poi esiste l'aspetto sociale, la perdita di posti di lavoro, che non è secondario al mercato o al commercio, ma è l'aspetto più importante, di questo non parlerò, ricordo solo che vedere le persone che chiudono dopo aver avviato reca tristezza a tutti sopratutto se sono giovani o se non hanno altre alternative, in un momento di crisi generale dove la povertà dilaga e il motto "Resto al Sud" con i nuovi incentivi per under 35 del Mezzogiorno fa comprendere come tali politiche sociali sono lontane dalla capacità di essere davvero efficaci !

Si spera che l'ASSCOM locale metta all'ordine del giorno questo drammatico problema almeno per iniziare a dialogare e che coloro che ne fanno parte e sono a loro volta locatari comprendano e si sensibilizzino allo stesso e non si trincerino in un cieco e deleterio individualismo.

Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.