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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : LEUCA : CHIUDE IL MOBY DICK

DATA INSERIMENTO : 26/12/2017

Leuca

 

I frequentatori sono rimasti orfani senza un altro locale a Leuca. Esprimiamo solidarietà al titolare e ricordiamo il 2017 come l'anno peggiore...per tutta la marina in termini di chiusura dei locali e posta in essere per loro una ennesima spada di damocle...

Un'altro lutto che passa in silenzio. L'esercizio Moby Dick, notorio bar ritrovo nella piazza Redentore a Leuca chiude soffocato dai costi insostenibili ?

Bisogna fare delle nuove riflessioni e insistere sulla realizzazione delle tabelle di riferimento comunali che regolino gli affitti commerciali tra un minimo e un massimo in relazione al momento difficile dell'intero paese e sopratutto dei territori depressi da sempre come il capo di Leuca.

Il locale prende il nome dal libro, capolavoro della letteratura americana dove il protagonista del racconto era il male, della natura e degli uomini, quasi un epilogo annunciato, dove gli stessi elementi ; natura delle cose e uomini incontentabili determinano ad altri funesti eventi.

A Leuca il problema sono gli insostenibili affitti commerciali che oltre al resto forzano abbassandola la qualità dei servizi. Non vogliamo certo paragonarci alla Svizzera dove il Tecnico comunale definisce il possibile affitto commerciale a secondo del tipo di attività e certamente altri importanti parametri, ma qui siamo all'assurdo.

Basta con gli affitti esosi che distruggono le persone, le famiglie e la loro storia con ricadute sociali che amplificano il disagio, ma sopratutto compromettono il sano commercio e producono negative ricadute sul tessuto economico e sociale.

Dove sonnecchia l'assessorato competente ?

Basta con i locali avviati che muoiono subito dopo un enorme dispendio di energie,impegno e tanta forza di volontà e di speranza.

I commercialisti dovrebbero dare migliori consulti e diventare attori sociali e impegnati per il territorio !

Basta con l'eccessivo carico fiscale e l'insostenibile costo di impresa uguale alle regioni ricche che lavorano tutto l'anno o almeno tre mesi, davvero pieni, di turismo e oggi chiedono pure allo Stato centrale maggiori poteri o "l'indipendenza" . Qui non è cosi ! Lo sappiamo tutti.

Ma lo sanno benissimo gli amministratori passati e presenti di cui in questo settore non si gode da 30 anni di nessuna misura conservativa, di tutela del volano economico locale e di potenziamento dello stesso. Si vuoe cosi distruggere tutto quel poco ch rimane ? Se si, dovete dirlo , cari amministratori, dire chiaramente quali sono le logiche nascoste ? Gli affitti non devono diventare uno strumento di cernita tra commercianti di serie A o di serie Z, questo è il rischio. Gli affitti commerciali riguardano la ricchezza di tutti e del territorio. Cosa aspettano le presenti associazioni sul territorio a ricondurre tale tematica all'ordine del giorno ?

La ricchezza deve ritornare, ma sopratutto deve essere redistribuita equamente, voi scherzate con il fuoco, una popolazione senza speranza, colma di insofferenza, strozzata dai costi e dal fisco è più refrattaria a qualsiasi forma di collaborazione e spirito di solidarietà con il governo quale che sia.

Qui se andiamo avanti di questo passo a Leuca e dintorni non rimarrà nulla, rimarranno i disastrosi monopoli e la stessa qualità dei servizi sarà compromessa.

Ma sembra che altri abbiano lo stesso destino, è solo una questione di tempo. Si spera che chi di ruolo e non si dia da fare per almeno discutere dell'annoso problema.

Walter Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.