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FREELANCE...QUANDO POSSO...FORSE TROPPO CRITICO...MA APPREZZATO...IMPRECISO ? SEMPRE !....MI PIACE SCRIVERE, MA FORSE MEGLIO DIRE PASTICCIARE E SENZA UN CORRETTORE DI BOZZE, ERRORI A NON FINIRE E SGRAMMATURE IMPERDONABILI...PASSARE OLTRE ! IL PENSIERO NEL RAPPORTO CON IL MONDO EVOLVE CON LA CRITICA NON CON L'OMOLOGAZIONE E LE FACILI SUGGESTIONI....

Titolo : LEUCA : LA GIUSTIZIA, I MAGISTRATI,GLI AVVOCATI IN SALENTO : UNA AREA POLITICA E INCONCLUDENTE PROBLEMA DELL’INTERO PAESE

DATA INSERIMENTO : 24/12/2017

Leuca

 

Con le dovute sensibilità e limiti affronto da cittadino libero un tema delicato e importante per molti di noi che hanno avuto esperienza nelle aule di tribunale aspettandosi tutela e giustizia nei termini equilibrati e invece si sono trovati catapultati in un meccanismo colmo di criticità,illogicità,paradossi,politica,potere dei più forti e tanta, tanta frustrazione. Ma sopratutto lo affronto ritenendo che non si può generalizzare pur esistendo a detta di molti il problema della giustizia, ma che evidentemente esistono anche uomini e professionisti , magistrati e avvocati che lottano quotidianamente contro questo male e che non andrebbero dimenticati. Ma questa è un altra storia.

Le storie sono davvero tante, uomini e donne in evidente ragione spogliate di ogni diritto e ridotte in povertà, uomini e donne in evidente ragione la cui azione legale è resa nulla e improduttiva dal troppo tempo che scorre per ottenere una sentenza definitiva, ove eventuali testimoni non vengono ascoltati, ma se ne ascoltano una impropria moltitudine della controparte, udienze che si rimandano continuamente, giudici che cambiano troppo spesso, rischi di prescrizione, azioni risarcitorie legittime che si trasformano in chimere annunciate, vizi e sviste create appositamente per ottenere una deriva dell’azione giudiziaria, vittime che si trasformano in indagati attraverso il metro della politica che ha invaso la magistratura.

Una magistratura che in parte difende a torto o a ragione gli interessi costituiti, solo perchè interessi che in nessun modo possono subire una vibrazione che ne minerebbe l’equilibrio. Una giustizia che dovrebbe essere al servizio del popolo si traduce in uno strumento per i ricchi e che difende gli interessi politici del potere in tutte le sue forme, creando una nebbia fitta , anzi fittissima intorno ai tribunali, divenuti, se guardiamo per esempio al tribunale civile di Lecce, un vero mercato ortofrutticolo, un tanto al chilo.

Una giustizia che ha congelato persino le libertà democratiche dei cittadini che non si sentono tutelati e che di conseguenza, non deunciano o fanno finta di niente, si voltano dall’altra parte... E come non comprenderlo nelle situazioni di depressione, di mancanza di tutele, lavoro, di una totale assenza di cultura, di biblioteche, di libri, di lettura e incentivazioni concrete verso di essa, cosi urgentemente necessarie e fondamentali proprio nelle zone depresse e isolate come il Sud Salento.

Quando si vede e si sentono le continue storie narrate con evidenza , l’assenza dello Stato, ovvero quando lo stesso Stato e i suoi rami secchi “si girano dall’altra parte” anzichè dialogare e affrontare i problemi pubblicamente e risolvendoli velocemente, cosa può fare il cittadino che sente questa assenza di sovranità e distacco : nulla senza rischiare di finire in disgrazia, perchè questo succede a chi alza la testa per migliorare insieme a tutti gli altri il paese, per sperare in un paese al momento sognato e risollevato dove sia più sereno viverci. Oggi non è l’Italia odierna.

La vicinanza dello Stato è asfissiante quando invece è quest ultimo ad esigere qualcosa.

Se la macchina della giustizia oggi ha queste tristi caratteristiche , ma il prezzo da pagare, a conti fatti, rimane esclusivamente del cittadino che chiede giustizia, poichè tutti gli altri attori retribuiti e coinvolti nella complessa macchina della giustizia comunque ne ricavano vantaggi e guadagni, prosperando in un sistema collassato e problematico ; diventa estremamente difficile comprendere in quale paese viviamo , dove la verità più vera viene continuamente elusa da altro e questo altro rappresenta una anomalia sistemica, oggi anche funzionale : l’ idrocarburo che alimenta il tutto , mentre le scorie della combustione vanno nelle tasche degli italiani che rimagono appunto senza beneficio alcuno .

Poi vi sono gli avvocati sempre impeccabili nelle apparenze, vestiti, orologi,macchine di lusso,viaggi, invisibili perchè non frequentano il popolo, molto selettivi sono costretti a scegliere ambienti sociali precisi, non hanno vita facile per una prularità di motivi, che vanno dal tessuto sociale sensibile e conflittuale alla incapacità di far comprendere quanto l’apparato della giustizia sia complesso senza cadere nel guado delle giustificazioni per cui il cliente diventa insofferente.

Di fatto se seguono cause comunque guadagnano anche se le perdono, un altra tra le poche professioni colme di garantismo nelle retribuzioni e che certo non li stimolano a far di più, collocati come sono in un sistema con precisi orientamenti e relazioni non ortodosse, ogni tribunale i suoi, si tratta di regole non scritte,ma che determinano influenzando le procedure sia penali che civili.

Di qui le difficoltà di un giudizio definitivo sugli attori funzionali del processo ove la linea di demarcazione tra vittima e carnefice è estremamente labile e indefinita e di fatto agevola tanto che nell’insieme dell’avvocatura hanno dimora facile anche avvocati dilettanti e privi di passione per il diritto che alimentano meglio le loro relazioni forti che il severo studio del diritto nella sua notoria complessità.

Questa la scarna visione del cittadino, veritiera sino a quando non si ascoltano le ragioni degli interessati che ne pongono certamente di interessanti a loro favore, ma che non cambiano il carico di inefficenza dell’intero sistema che va a depositarsi sui promotori della richiesa di tutela e giustizia : il popolo italiano.

Le soluzioni ahimè pur se espresse da più parti non bastano se non si innesca una vera rivoluzione culturale nell’intero paese, una grande lavoro o espressione dello spirito del popolo che tarda ad affermarsi in tutti gli strati della socirtà civile dell’intero paese dove la legge deve almeno apparire uguale per tutti, cosa che oggi non sembra esserlo.

Nel Sud Salento è urgente disporre di luoghi della cultura, della informazione e sperimentazione, di un potenziamento delle biblioteche e loro interconnessione sul modello del CBT (Catalogo Bibliografico Trentino)...ne riparleremo.
Walte Petese
Replica

 

 
 

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.