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Sud Salento o Capo di Leuca

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Località Ciolo : Gagliano del Capo nel Sud Salento o Capo di Leuca
     
     
     

Il toponimo Sud Salento (Capo di Leuca) ha origini incerte. Secondo una leggenda deriva dal nome del Re Sale, un mitico re dei Messapi. Il nipote del Re Sale poi, il re messapico Malennio - figlio di Dasumno, avrebbe fondato Sybar (primo nome della località costiera Roca, che significa Città del Sole), nonché Lyppiae (l'attuale Lecce) e Rudiae. Esistono altri studi..

La terra del Sud Salento ( Capo di Leuca) comprende tutta la provincia di Lecce.

Il Sud Salento o Capo di Leuca si trova circondato tra due mari, Mar Adriatico a est e Mar Ionio a ovest, che si toccano nel profondo mare del Capo di Santa Maria di Leuca e vanta le coste tra le più belle del Mediterraneo, che si estendono per una lunghezza di ben 250 Km alternando spiagge dalla sabbia finissima e dorata a rocce alte a frastagliate da far perdere il fiato per la loro rude ed arcaica bellezza.

Qui nel Sud Salento o Capo di Leuca tutto è caldo e cordiale come la gente nata in questi luoghi, che accoglie il visitatore coinvolgendolo nell’atmosfera magica dei luoghi e dei riti salentini, facendogli rivivere il rito antico delle sagre di paese, delle feste patronali e raccontando le vecchie storie magiche che fanno ricordare il lontano tempo del tarantismo.

Particolari del Sud Salento o Capo di Leuca sono anche le case bianche e assolate dei piccoli paesi che raccontano, solo con la loro presenza, un mondo dove il tempo sembra essersi fermato, dove tutto è genuino, naturale e pregno del sapere e delle tradizioni ancora presenti e orgogliosamente persistenti in questi luoghi.

Il Sud Salento o Capo di Leuca è una terra in cui le temperature sono molti miti di inverno e molto calde d'estate, e questo è dovuto, oltre alla sua posizione geografica, anche ad un vento caldo e umido che spira per molti giorni dell'anno: lo "scirocco". Comunque il Salento essendo molto pianeggiante è interessato naturalmente anche da altri venti oltre al caldo scirocco come la fredda e secca "tramontana".

Tutto questo fa sì che la temperatura media annua sia di poco inferiore ai 20°C, con punte minime in gennaio di circa 10°C e punte massime in agosto con circa 30°C, temperature agevolate anche dalle innumerevoli giornate di sole prevalenti durante l'anno, alternate ad irregolari piogge spesso frequenti tra novembre ed aprile.

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CONTRO LA BANALIZZAZIONE DEL TARANTISMO : OMAGGIO ALL'ANTROPOLOGO NAPOLETANO ERNESTO DE MARTINO (Napoli 1908 - Roma 1965)

ERNESTO DE MARTINO

Giovedì 26 e venerdì 27 maggio 2016 a Roma presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica si è tenuto il convegno su Ernesto de Martino, organizzato dalla Treccani e dall’Associazione Internazionale Ernesto de Martino.
Storico delle religioni ed etnologo meridionalista italiano (Napoli 1908 - Roma 1965), a lui si devono un'interpretazione storicista delle manifestazioni religiose e alcune innovative ricerche nel Meridione basate sull'osservazione partecipante e sul lavoro di équipe interdisciplinari.
Allievo di A. Omodeo, fu professore di storia delle religioni nell'Università di Cagliari. La sua interpretazione storicista delle manifestazioni religiose, basata su di una formazione filosofica di diretta derivazione crociana, è in netta opposizione alle varie teorie di matrice funzionalista ritenute viziate da un'impostazione naturalistica. De Martino cercò anche di avviare una "storiografia delle società inferiori", che permettesse un approfondimento della conoscenza della civiltà moderna mediante il confronto con quelle tradizionali. Egli individua il prodursi del sacro nel superamento dei "momenti critici dell'esistenza", ovvero delle crisi in cui, specie per quel che riguarda il mondo etnologico, è minacciata la presenza stessa (intesa come centro operativo del pensare e dell'agire umani). Tale superamento viene operato mediante l'iterazione rituale di un modello mitico originario, che sottrae quei momenti alla loro storicità. Coniugando la tradizione storicista con istanze di matrice etico-sociale marxista, l'opera di de Martino costituisce una sintesi affatto originale nell'etnologia italiana, che ha ispirato e continua a ispirare numerosi studiosi nei campi limitrofi della demologia, dell'etnomusicologia e dello studio della religiosità popolare.
Tra le sue opere riordiamo: Naturalismo e storicismo nell'etnologia (1941); Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo (1948); Morte e pianto rituale nel mondo antico (1958); Sud e magia (1959); La terra del rimorso (1961); Furore simbolo valore (1962); La fine del mondo. Contributo all'analisi delle apocalissi culturali (post.,1977).
Al convegno, diviso in tre sessioni (Mondo magico e mondo popolare: presenza, crisi e riscatto; Nel mondo della vita: etica e politica della cittadinanza;
Oltre la fine del mondo: l’officina dell’ultimo de Martino) parteciperanno, tra gli altri, Massimo Bray, Andrea Carlino, Giovanni Pizza, Girolamo Imbruglia, Amalia Signorelli, Stefano De Matteis e Giordana Charuty.

 

IL SUD SALENTO CHE LAVORA E CHE VUOLE LAVORARE

leafIl Mezzogiorno non è assistito ma partecipa a un sistema economico che mantiene alto il potere d’acquisto delle regioni settentrionali . Paolo Savona, economista e presidente della Banca di Roma evidenziò come occorra concentrare l’attenzione verso i settori economici che aumentano il potere d’acquisto sui territori, che devono sviluppare la capacità di esportare verso l’esterno. In particolare, Savona ha invitato a ridurre la dipendenza alimentare, in quanto consumare prodotti del territorio è vantaggioso per il Sud dell'Italia. Basta con il mito del Sud assistito e che non lavora, questa idea populista nasce nei salotti di una certa borghesia o classe politica insieme all'idea di sfruttare il Sud e impoverirlo e poi dargli anche la colpa.

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